Dislessie digitali

Nella sua definizione classica la DISLESSIA è descritta come:

La dislessia è un disturbo[1] classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) con il codice F81.0, e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non possono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali.

[cit. http://it.wikipedia.org/wiki/DISLESSIA]

Sempre la medesima fonte continua indicando nello specifico una distinzione di differenti tipi di DISLESSIE sulla base della loro manifestazione:

La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari

Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori

Difficoltà di decodifica sequenziale

Prevalenza della componente intuitiva

[CIT. HTTP://IT.WIKIPEDIA.ORG/WIKI/DISLESSIa]

Questo contribuisce ad illustrare come la DISLESSIA si presenti pienamente nell’ambito dei DSA identificando la parte grafologica del disturbo legata a parametri di errata elaborazione del messaggio, pertanto confinandolo nella sfera cognitiva e nell’errata codifica/decodifica dei singoli codici coinvolti nelle operazioni di scrittura e di lettura.

Quanto si vuole invece indicare a seguire è la possibile presenza di varie e differenti  motivazioni che potrebbero essere alla base di casi scambiati per dislessie e trattati come tali e che invece sono riconducibili a semplici mancanze di coordinazione fisica e di un’errata applicazione dello strumento di scrittura in essere.

Si apre quindi il campo a tutta una serie di nuove variabili da prendere in considerazione riguardo alla classificazione e al rilevamento di tali disturbi:

  1. VELOCITA DI UTILIZZO DELLO STRUMENTO DI SCRITTURA
  2. MODALITA DI UTILIZZO DELLO STRUMENTO DI SCRITTURA
  3. DOMINIO STANDARD DEI VALORI TRATTATI USUALMENTE ATTRAVERSO LO STRUMENTO DI SCRITTURA

Occorre ad oggi quindi una nuova classificazione delle DISLESSIE sulla base degli strumenti di scrittura utilizzati: poiché le variabili sopra descritte sono ben differenti sulla base che siano riferite a strumenti come:

  • CARTA E MATITA
  • CARTA E PENNA
  • MACCHINA DA SCRIVERE MECCANICA
  • TASTIERA DIGITALE
  • TASTIERA MOBILE
  • TASTIERA VIRTUALE (da considerare la varianza interna legata all’orientamento del dispositivo)

In tutto questo occorre anche sottolineare come non esista in nessuno di noi (se non per stretti ambiti professionali) la reale conoscenza e nozionistica relativa all’uso dei suddetti strumenti, quindi ogni errore ed ogni imperfezione nel loro impiego diventano caratteristiche irrinunciabili che ogni soggetto fa proprie.

Tali evidenze sono chiare e lampanti in quelle che sono le emergenti DISLESSIE DIGITALI. Le DISLESSIE DIGITALI si manifestano nella scrittura a mezzo di apparati specifici degli strumenti digitali, appunto.

È possibile quindi che DISLESSIE che non si verifichino (per il medesimo soggetto osservato) su tutte le differenti tipologie di strumenti sopra indicati in cui ci si relaziona su variabili equivalenti non siano in realtà reali DISLESSIE ma deficit di coordinazione.

Di qui in avanti prenderemo in esame e ad esempio un soggetto (che definiremo con la sigla DGT1) e che manifesta appunto una sintomatologia simile a quella sopra descritta, dove si tendono a scambiare in modo ricorsivo e costante determinate lettere durante la produzione o la riproduzione di testi.

Occorre specificare che il soggetto non è segnalato come affetto da DSA e non ha mai avuto sintomatologie legate a tale disturbo.

Tuttavia DGT1 nell’uso della TASTIERA DIGITALE manifesta un costante difetto nello scambiare alcune lettere. Le lettere scambiate non hanno nessuna delle caratteristiche tipiche legate alla SCARZA DISCRIMINAZIONE DEI GRAFEMI ma sono invece legate da logiche riconducibili alla posizione sulla tastiera ed alle misure antropometriche del soggetto osservato. Nei fatti si analizza nel soggetto, testando la reattività delle dita con esperimenti di coordinazione appositi si nota una maggiore reattività del dito anulare rispetto al dito medio. Ciò sta confermare vista la posizione delle lettere scambiate sulla tastiera  come si tratti di una problematica di pura coordinazione.